Alimentazione sana per i bambini: una guida del pediatra per evitare l’ansia alimentare

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Oggi i genitori si trovano ad affrontare una raffica di consigli, spesso contrastanti, sull’alimentazione dei propri figli. La pediatra Nancy Bostock, che lavora all’intersezione tra la salute fisica e mentale dei bambini, condivide sei strategie supportate dall’evidenza per favorire un rapporto sano con il cibo. Le sue intuizioni sono particolarmente rilevanti data la crescente ansia riguardo alla dieta dei bambini e la pressione che i genitori avvertono per “farla bene”.

L’interazione tra cibo, genitorialità e ansia

Molte famiglie iniziano a sperimentare l’ansia legata al cibo già nelle prime settimane dopo la nascita. Le madri possono sentirsi costrette ad allattare al seno, il che è l’ideale, ma anche la loro capacità di farcela è cruciale. Le normali fluttuazioni infantili del peso o della glicemia possono scatenare il senso di colpa dei genitori, portandoli a concentrarsi ossessivamente sull’alimentazione.

Il punto chiave: La maggior parte dei bambini mangia quando ha fame e berrà quando ha sete. Il monitoraggio eccessivo non aiuta; fidarsi dei loro corpi.

Smetti di usare il cibo come ricompensa o punizione

Dire cose come “niente dessert finché non finisci la cena” insegna ai bambini a mangiare oltre la pienezza alla ricerca di dolcetti. Ciò rafforza la preferenza per cibi altamente gratificanti e spesso malsani, svalutando al contempo le opzioni nutrizionali.

Invece: considera il cibo come nutrimento per l’energia. Limita il controllo dei genitori e lascia che i bambini imparino ad ascoltare il proprio corpo. Offrire frutta dopo cena è un approccio migliore che forzare un piatto pieno.

Evita restrizioni dietetiche inutili

Molti genitori impongono restrizioni basate su consigli non provati, come diete prive di glutine senza necessità medica. La ricerca mostra che queste restrizioni possono portare a carenze e rafforzare l’idea che alcuni alimenti siano “non sicuri”.

Concentrati su ciò che manca nella dieta, non su ciò che è limitato: dai priorità a fibre, frutta, verdura, noci, semi e cereali integrali. Eliminare interi gruppi alimentari senza una base medica è spesso controproducente.

Non lasciare che il cibo diventi una merce di scambio

I bambini imparano rapidamente se i loro genitori si preoccupano veramente del loro cibo o se si tratta di una tattica di negoziazione. Il ricatto emotivo (“Se non prendo il gelato, non mi ami!”) o gli scoppi d’ira possono intensificarsi se i genitori si arrendono.

Togli l’energia dal cibo: offri ciò che è disponibile e dì: “Mangia se hai fame; in caso contrario, c’è frutta e yogurt”. Questo insegna l’autoregolamentazione senza manipolazione.

Mangiare schizzinoso è normale: abbraccia l’esposizione graduale

Tra l’8% e il 54% dei bambini in età prescolare attraversa una fase di alimentazione schizzinosa. Questa è spesso una fase di sviluppo in cui i bambini testano la sicurezza alimentare. Resisti alla tentazione di offrire solo cibi “sicuri”.

L’esposizione è importante: la ricerca suggerisce che i bambini hanno bisogno di almeno 15 esperienze positive con un alimento prima di accettarlo. Continua a offrire varie opzioni senza pressioni. È anche importante accettare che a volte i bambini hanno bisogno di mangiare cose che non amano per la salute, la sostenibilità e il funzionamento sociale.

Modella un comportamento sano: le tue azioni parlano più delle parole

I bambini assorbono gli atteggiamenti dei genitori nei confronti del cibo, anche quelli inconsci. Il dialogo interiore negativo (“Questo è disgustoso!”) o una dieta ossessiva creano un ambiente tossico.

Sii un modello positivo: se vuoi che i tuoi figli abbiano un rapporto sano con il cibo e il loro corpo, tu devi prima incarnarlo. I pregiudizi dei genitori sono più forti delle opinioni articolate, quindi la coerenza è importante.

Se le abitudini alimentari di tuo figlio sono gravemente limitate o se la crescita è compromessa, consulta un medico.