Laura Bassi non si limitava a leggere Isaac Newton. Ha costruito la sua carriera basandosi sulle sue idee. Molto prima che le donne venissero accolte nel mondo accademico, conseguì il dottorato difendendo una tesi che dimostrava una profonda comprensione del lavoro di Newton sull’ottica e sulla luce. Questo non è un cenno superficiale all’autorità. Questo è un rigoroso adattamento della sua teoria.
Come professore all’Università di Bologna, Bassi divenne uno dei primi sostenitori della fisica newtoniana in Italia. Le sue lezioni non erano basate sulle visioni aristoteliche, che sono ancora dominanti in molte università europee. Invece, i suoi corsi erano basati direttamente sul contenuto dei Principia di Newton. Questo è importante. Ciò significava che insegnava approcci matematici moderni allo studio della natura in un’epoca in cui i metodi qualitativi più antichi erano ancora considerati la norma.
Ma Bassi non era altro che una semplice teoria. Negli anni Sessanta del Settecento si stava trasferendo da un’aula magna a un laboratorio. Iniziò a sperimentare le applicazioni mediche dell’elettricità. Questo è un campo di frontiera. L’idea che la corrente elettrica abbia effetti terapeutici è nuova e controversa. Il suo lavoro costituisce un ponte tra le leggi fisiche astratte e la salute umana concreta.
Non stava semplicemente ripetendo le parole di Newton. Li stava testando in un nuovo ambiente. Il passaggio dall’ottica all’elettricità mostra una mente che rifiutava di lasciarsi vincolare dai confini disciplinari. Se si osserva attentamente il suo percorso, era una donna che utilizzava l’autorità scientifica consolidata per ritagliarsi un posto. Quindi usa questo spazio per spingerti oltre.
La sua eredità va oltre l’essere stata la prima donna a ricoprire una cattedra di fisica in un’importante università. È che ha dimostrato come la struttura di Newton può essere applicata a problemi reali. Dalle proprietà della luce alle possibilità dell’elettricità come medicina.
Perché questo è importante oggi? Perché dimostra che lo sviluppo scientifico è spesso guidato da persone disposte a prendere la conoscenza esistente e ad applicarla in modi inaspettati. Bassi portò Principia a Bologna. Prese l’elettricità e la vide come una forma di terapia. Le domande da lei poste su luce e salute risuonano ancora nella ricerca moderna.
Morì nel 1778. Ma i suoi metodi gli sono sopravvissuti.


























