Dalle missioni lunari ai razzi studenteschi: come Artemis II della NASA sta alimentando le ambizioni spaziali di Cambridge

5

Il recente successo della missione Artemis II della NASA ha fatto molto di più che limitarsi a battere i record di distanza; ha acceso una nuova ondata di ambizione tra la prossima generazione di ingegneri aerospaziali. Presso la Cambridge University Space Flight Society (CUSFS), la missione funge da potente catalizzatore per un gruppo di studenti che mirano a raggiungere un traguardo storico: diventare il primo team studentesco europeo a lanciare un razzo nello spazio.

Una nuova era di esplorazione

La missione Artemis II, recentemente atterrata nell’Oceano Pacifico, ha segnato un punto di svolta nel volo spaziale umano. Percorrendo 252.756 miglia (406.771 km), la missione ha stabilito un nuovo record per la distanza più lontana mai raggiunta dall’uomo nello spazio.

Per i membri del CUSFS, l’importanza di questo risultato non può essere sopravvalutata. Come ha osservato la co-presidente Elisabeth Rakozy, la missione “ha inaugurato una nuova era”. Questo sentimento deriva dal fatto che l’ultima missione lunare con equipaggio ebbe luogo nel 1972; per molti di questi studenti, Artemis II rappresenta la prima volta nella loro vita in cui vedono gli esseri umani avventurarsi così lontano oltre l’orbita terrestre.

La corsa verso la linea Kármán

La società di Cambridge, composta da circa 100 membri, ha un obiettivo chiaro e scoraggiante: attraversare la linea di Kármán, il confine dello spazio riconosciuto a livello internazionale situato a 100 km (62 miglia) sopra la Terra, entro i prossimi due anni.

Per raggiungere questo obiettivo, la società ha dedicato anni allo sviluppo di competenze tecniche:
Comprovata esperienza: Fondata nel 2006, la società ha una storia nella costruzione di razzi e motori, incluso il Griffin I.
Funzionalità ad alta quota: Il Griffin I è progettato con il potenziale per raggiungere un’altitudine di 150 km (93 miglia), ben oltre i confini dello spazio.
Collaborazione globale: il gruppo ha già condotto lanci di razzi e palloni ad alta quota sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, con il supporto del Massachusetts Institute of Technology (MIT).

Superare gli ostacoli e guardare al futuro

Il viaggio non è stato privo di ostacoli. La pandemia di COVID-19 ha rallentato in modo significativo il progresso della società, ma negli ultimi mesi si è assistito a una ripresa dello slancio. Il team sta attualmente esplorando i complessi requisiti “dietro le quinte” dell’ingegneria aerospaziale, tra cui logistica, assicurazioni e licenze.

Il prossimo importante traguardo prevede il lancio di un razzo pianificato in Scozia. Sebbene la pressione sia immensa – il copresidente Ben Sutcliffe ha descritto la tensione di un lancio come “pregare che tutta la progettazione ingegneristica sia stata eseguita correttamente” – la spinta al successo rimane elevata.

“Guardare ogni volo di prova è stata una sensazione straordinaria, ma snervante,” ha detto Sutcliffe.

La transizione dai progetti accademici alle carriere professionali sta già cominciando a manifestarsi. Rakozy, ad esempio, entrerà presto a far parte del produttore aerospaziale statunitense Relativity Space, segnalando un canale diretto tra l’innovazione guidata dalle università e l’industria spaziale globale.

Conclusione

Ispirati dalle scoperte lunari della NASA, gli studenti di Cambridge stanno lavorando per colmare il divario tra ingegneria teorica e realtà orbitale. Il loro successo rappresenterebbe una pietra miliare significativa per l’esplorazione spaziale guidata dagli studenti in Europa.