Lo strumento spettroscopico per l’energia oscura (DESI) ha ufficialmente completato la sua missione primaria, fornendo la mappa 3D dell’universo più completa mai costruita. Questa pietra miliare segna un significativo passo avanti nella nostra ricerca per comprendere l’energia oscura, la forza enigmatica responsabile dell’espansione accelerata del nostro universo.
Anche se l’indagine si è conclusa prima del previsto, il 14 aprile, la comunità scientifica è lungi dall’essere terminata. I dati raccolti promettono di mettere alla prova la nostra comprensione fondamentale della fisica e di come si evolve il cosmo.
Un enorme passo avanti nella raccolta dei dati
La portata del progetto DESI ha superato anche le sue proiezioni più ambiziose. Utilizzando 5.000 “occhi” in fibra ottica montati sul telescopio da 4 metri Nicholas U. Mayall in Arizona, lo strumento ha eseguito un massiccio censimento dei cieli.
I risultati finali sono sconcertanti:
– Galassie e quasar: il team ha osservato 47 milioni di oggetti, superando di gran lunga l’obiettivo originale di 34 milioni.
– Stelle vicine: sono state catalogate più di 20 milioni di stelle.
– Efficienza: Ciò rappresenta un aumento di sei volte nelle osservazioni rispetto alle precedenti indagini sulle galassie su larga scala.
Nonostante abbia dovuto affrontare ostacoli significativi, tra cui la pandemia globale e l’incendio di Contreras all’osservatorio di Kitt Peak nel 2022, il progetto è rimasto nei tempi previsti e nel budget, un’impresa descritta dallo scienziato capo Klaus Honscheid come “superiore alle aspettative”.
Il mistero dell’energia oscura
Per capire perché questa mappa è così importante, bisogna guardare al lato “oscuro” dell’universo. L’energia oscura è un termine segnaposto per indicare la forza che allontana le galassie l’una dall’altra a un ritmo sempre crescente. Sebbene rappresenti circa il 70% dell’energia e della materia totale dell’universo, la sua vera natura rimane sconosciuta.
Per decenni, la teoria prevalente è stata il modello Lambda Cold Dark Matter (LCDM). Questo “modello standard” della cosmologia suggerisce che l’energia oscura è una costante cosmologica, una forza che rimane stabile e immutabile nel tempo.
Un potenziale cambiamento di paradigma
La rivelazione più esplosiva arriva dalla prima analisi dei dati del DESI. I risultati preliminari risalenti solo al primo anno di osservazioni suggeriscono che l’energia oscura potrebbe non essere costante. Invece, ci sono indizi che potrebbe indebolirsi nel tempo.
“Si tratta di un importante cambiamento di paradigma… L’indebolimento dell’accelerazione osservato da DESI non può più essere spiegato con una costante cosmologica. Questa potrebbe essere la scoperta più interessante in cosmologia dopo quella dell’energia oscura stessa.”
— Nathalie Palanque-Delabrouille, scienziata del Berkeley Lab
Se questa tendenza fosse confermata dall’intero set di dati quinquennali, significherebbe che il modello standard della cosmologia è incompleto o errato. Richiederebbe agli scienziati di riscrivere i libri di testo su come è iniziato l’universo, su come è cambiato nel corso di 11 miliardi di anni e su come alla fine finirà.
Cosa verrà dopo?
Il completamento della mappa non è la fine, ma l’inizio di una nuova era di analisi. Una massiccia collaborazione globale di oltre 900 scienziati in 14 paesi inizierà ora lo scrupoloso processo di analisi dell’intero set di dati.
- Futuro immediato: i ricercatori utilizzeranno la mappa completa per perfezionare le osservazioni delle oscillazioni acustiche barioniche (BAO) e degli sfondi cosmici di microonde per restringere le possibilità di cosa sia effettivamente l’energia oscura.
- Cronologia a lungo termine: si prevede che i primi importanti articoli scientifici basati sul programma quinquennale completo saranno pubblicati nel corso del 2027.
Conclusione: Mappando 47 milioni di galassie, DESI ha fornito il progetto più dettagliato del cosmo fino ad oggi, offrendo uno sguardo potenziale su un universo in cui l’energia oscura fluttua, ribaltando potenzialmente le nostre leggi fisiche più fondamentali.































