La frase “il lato oscuro della luna” porta con sé un pesante carico di mistero e fascino poetico. Dal rock psichedelico dei Pink Floyd alle innumerevoli opere di fantascienza, è diventata una metafora dell’ignoto. Tuttavia, nel campo dell’astronomia, il termine è più un malinteso linguistico che una realtà scientifica.
La scienza della luce e della rotazione
Per capire perché il termine è tecnicamente errato, bisogna guardare come la Luna interagisce sia con la Terra che con il Sole. Poiché la Luna è bloccata in base alle maree rispetto al nostro pianeta, ruota sul proprio asse alla stessa velocità con cui orbita attorno alla Terra. Ciò significa che un lato, il “lato vicino”, è sempre rivolto a noi.
Il lato opposto è spesso chiamato “lato oscuro”, ma questo è un malinteso. Se “buio” implica una mancanza di luce, il termine fallisce:
– Il lato nascosto della Luna riceve la stessa quantità di luce solare del lato vicino.
– Presenta cicli diurni e notturni proprio come qualsiasi altra parte della superficie lunare.
– È “oscuro” solo nel senso che è nascosto alla vista della Terra.
Negli ambienti scientifici, la designazione corretta è lato opposto.
Una storia di paesaggi nascosti
Per gran parte della storia umana, l’aldilà è stato un vero e proprio vuoto di conoscenza. Anche se potevamo osservare le fasi lunari dai nostri giardini, il lato nascosto è rimasto un mistero fino all’alba dell’era spaziale.
Il processo di svelamento di questo paesaggio è stato uno sforzo graduale e internazionale:
– Fine anni ’50: le sonde sovietiche iniziarono i primi tentativi fotografici di catturare la superficie del lato nascosto.
– 1968: La missione Apollo 8 della NASA ha permesso all’uomo di osservare per la prima volta la faccia nascosta della Luna.
– 2019: la missione cinese Chang’e 4 ha raggiunto un traguardo storico effettuando con successo il primo atterraggio morbido sul lato nascosto della Luna.
Queste missioni hanno rivelato un paesaggio completamente diverso da quello che vediamo dalla Terra: una distesa densamente craterizzata, aspra e martoriata.
Il circolo dei testimoni in espansione
L’incontro dell’umanità con l’altro lato si sta spostando dalla fotografia remota all’osservazione umana diretta. Attualmente, solo 24 astronauti, tutti americani dell’era Apollo, hanno visto l’altra parte con i propri occhi.
Questo numero è destinato a crescere. L’imminente missione Artemis II è destinata ad espandere questo gruppo esclusivo. L’equipaggio, composto da Reid Wiseman, Christina Koch, Victor Glover (USA) e Jeremy Hansen (Canada), fornirà il prossimo set di occhi umani per osservare il terreno lunare.
Mentre le agenzie spaziali degli Stati Uniti e della Cina continuano i loro programmi lunari, il numero di persone che hanno assistito a questo mondo “nascosto” probabilmente supererà le 30 nel prossimo futuro.
Il potere del linguaggio
Mentre gli scienziati preferiscono il “lato oscuro”, il termine “lato oscuro” persiste a causa del suo significato più profondo e arcaico. Storicamente, “oscuro” è stato utilizzato per descrivere cose nascoste alla vista o alla conoscenza.
“Essere attratti dalle cose divine, sapere che cose che Dio ha nascosto e tenuto oscuro.” — Gherit von der Gouda, 1532
Aggrappandoci al termine “lato oscuro”, non stiamo necessariamente calcolando male la fisica della luce; piuttosto, stiamo onorando l’antico impulso umano di dare un nome alle cose che non possiamo ancora vedere.
Conclusione
Sebbene il “lato oscuro” sia un termine scientifico improprio, rimane un potente simbolo culturale per l’ignoto. Mentre la moderna esplorazione spaziale porta sempre più esseri umani sul lato nascosto della Luna, stiamo costantemente trasformando un mistero leggendario in una realtà ben mappata.
