Vanguard paga 29,5 milioni di dollari per risolvere le richieste di pregiudizio anti-carbone

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Vanguard, una delle più grandi società di investimento del mondo, ha raggiunto un accordo da 29,5 milioni di dollari con un gruppo di stati guidati da funzionari repubblicani, risolvendo le accuse di cospirazione per indebolire l’industria del carbone. L’accordo impedisce di fatto a Vanguard di sostenere attivamente le iniziative sul cambiamento climatico nelle sue strategie di investimento.

Il nucleo dell’accordo

Secondo i termini dell’accordo, Vanguard si impegna a non fare pressione sulle società in cui investe affinché riducano le loro emissioni di carbonio. L’azienda si impegna inoltre a ritirarsi da gruppi di azione per il clima come i Principi per gli investimenti responsabili sostenuti dalle Nazioni Unite. Questa mossa segnala un cambiamento significativo nella posizione pubblica di Vanguard sulla responsabilità ambientale.

Perché è importante

La causa sosteneva che Vanguard, insieme a BlackRock e State Street, formassero un “cartello” per sopprimere la produzione di carbone, promuovendo un’agenda sul clima attraverso pratiche di investimento coordinate. Anche se le aziende hanno negato la collusione, l’accordo suggerisce la volontà di evitare ulteriori battaglie legali. L’industria del carbone è già in declino a causa di alternative più economiche come il gas naturale, ma il suo uso continuato rimane uno dei principali fattori che contribuiscono alle emissioni globali di carbonio.

Contesto e tendenze più ampi

La tempistica di questo accordo è notevole. Nonostante il declino a lungo termine del carbone, le emissioni degli Stati Uniti in realtà sono aumentate lo scorso anno a causa della crescente domanda di elettricità, in particolare da parte di settori ad alta intensità energetica come i data center. Ciò evidenzia la tensione tra crescita economica e obiettivi climatici. L’accordo potrebbe incoraggiare altre aziende a rivalutare le loro strategie ESG (ambientali, sociali e di governance) per evitare sfide legali simili.

Risposta dell’Avanguardia

Vanguard sostiene di non aver ammesso alcun illecito, inquadrando l’accordo come un modo per “lasciarci alle spalle questa distrazione”. L’azienda insiste che la sua priorità rimane la massimizzazione dei rendimenti degli investimenti per i propri clienti. BlackRock ha rifiutato di commentare, mentre State Street ha definito la causa infondata.

Implicazioni e prospettive future

Questo caso sottolinea il crescente controllo politico e giuridico delle politiche climatiche delle società di investimento. L’accordo potrebbe costituire un precedente per futuri contenziosi, sollevando interrogativi su quanto aggressivamente le aziende possano promuovere le agende ambientali senza affrontare il rifiuto degli stati conservatori. Evidenzia inoltre la difficoltà di bilanciare l’azione per il clima con il dovere fiduciario.

In definitiva, questo accordo rappresenta una ritirata strategica da parte di Vanguard, che dà priorità alla stabilità giuridica rispetto alla difesa proattiva del clima. L’impatto a lungo termine dipenderà da come risponderanno le altre aziende e dall’eventualità che emergeranno cause legali simili in futuro.