Gli astronomi hanno, per la prima volta, confermato direttamente l’esistenza di un pianeta della massa di Saturno che vaga solitario nello spazio interstellare. Questa scoperta fornisce la prova concreta che la galassia è popolata da numerosi esopianeti orfani – mondi espulsi dai loro sistemi stellari originali.
La prima misurazione diretta
Fino ad ora, i pianeti canaglia (quelli che non orbitano attorno a una stella) venivano identificati solo attraverso metodi indiretti come il microlensing gravitazionale, dove un pianeta ingrandisce brevemente la luce di una stella sullo sfondo mentre passa davanti. Questa nuova osservazione aggira tali limitazioni. I ricercatori hanno combinato i dati provenienti dai telescopi terrestri e dalla navicella spaziale Gaia dell’Agenzia spaziale europea per misurare la massa del pianeta con una precisione senza precedenti.
La svolta fondamentale è stata l’utilizzo della “parallasse delle microlenti”, una tecnica che sfrutta le prospettive leggermente diverse delle osservazioni dalla Terra e dallo spazio. Proprio come la percezione umana della profondità si basa sulla distanza tra i nostri occhi, questo metodo ha sfruttato la distanza di un milione di miglia tra Gaia e gli osservatori terrestri.
Perché è importante: i pianeti canaglia come espulsi planetari
La massa confermata – equivalente a Saturno – suggerisce fortemente che questo pianeta canaglia non si è formato in isolamento come una piccola stella (una nana bruna). Invece, probabilmente ha avuto origine all’interno di un sistema solare prima di essere espulso gravitazionalmente.
Questa espulsione potrebbe essere il risultato di violente collisioni tra pianeti, incontri ravvicinati con altri mondi o dell’influenza caotica di sistemi multistellari instabili. La scoperta rafforza la crescente teoria secondo cui l’espulsione dei pianeti è un risultato comune, forse addirittura di routine, della formazione planetaria. Alcuni sistemi solari in via di sviluppo potrebbero perdere uno o due mondi nel processo.
La caccia ad altri mondi canaglia
Rilevare questi oggetti è difficile perché emettono una luce minima e non hanno una stella ospite. Gli eventi di microlente – rilevabili per ore o giorni – sono l’unico metodo affidabile. Tuttavia, le missioni future come il Nancy Grace Roman Space Telescope della NASA miglioreranno notevolmente la nostra capacità di trovarli.
La scoperta di questo pianeta canaglia delle dimensioni di Saturno offre uno sguardo su una vasta popolazione di vagabondi interstellari precedentemente nascosta. Comprendere questi mondi potrebbe rivelare intuizioni fondamentali sulla formazione planetaria, sull’evoluzione e sulla prevalenza dei pianeti espulsi in tutta la galassia.
Come ha affermato Subo Dong, ricercatore capo dell’Università di Pechino: “Abbiamo solo uno sguardo su questa popolazione emergente di mondi canaglia e su quale luce possono gettare sulla formazione dei corpi nei sistemi planetari dell’universo”.

































