Il prossimo Stretto di Hormuz? Perché lo spazio cislunare potrebbe diventare un punto di strozzatura globale

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Mentre l’umanità si prepara per la prossima era dell’esplorazione spaziale, sta emergendo un parallelo geopolitico che fa riflettere. Mentre il programma Artemis della NASA si concentra sugli insediamenti umani e sulla scoperta della Luna, gli esperti della difesa avvertono che la regione tra la Terra e la Luna, lo spazio cislunare, potrebbe diventare un “punto di strozzatura” strategico simile allo Stretto di Hormuz.

Proprio come lo stretto corso d’acqua in Medio Oriente funge da arteria vitale per l’energia globale, alcuni corridoi nello spazio potrebbero presto dettare la stabilità dell’economia spaziale multimiliardaria.

La geografia della guerra spaziale

Sebbene lo spazio cislunare appaia vasto, non è un parco giochi all’aperto. Gli esperti suggeriscono che il transito lunare si baserà su un numero limitato di percorsi orbitali specifici e di “punti Lagrange”, regioni stabili nello spazio in cui la gravità consente agli oggetti di rimanere in posizioni fisse.

Secondo Marc Feldman e Hugh Taylor del Centro per lo studio del crimine spaziale, della pirateria e della governance, questi punti di transito unici funzionano in modo molto simile agli stretti stretti marittimi.

“Proprio come lo Stretto di Hormuz è uno stretto corso d’acqua, lo spazio cislunare… contiene alcuni punti di transito unici ed esclusivi attraverso i quali devono passare tutti i viaggi lunari”, osserva Feldman.

Se questi specifici corridoi venissero bloccati o sequestrati, l’intera catena di approvvigionamento lunare, dalle missioni della NASA alle imprese private come quelle guidate da SpaceX, potrebbe essere paralizzata.

Dal “piccolo valore” al potenziale “enorme”.

La questione se valga la pena difendere lo spazio si basa sulla distinzione tra valore attuale e futuro. Attualmente l’attività commerciale sulla Luna è minima. Tuttavia, la lungimiranza strategica applicata dalla US Space Force suggerisce che il “valore attuale netto” delle risorse lunari è enorme.

Peter Garretson, membro senior dell’American Foreign Policy Council, sottolinea che il valore non è distribuito equamente su tutta la Luna. Si concentra invece su “terreni strategici”, quali:
I Poli Lunari: Molto ricercato per il ghiaccio d’acqua.
L’Equatore: Chiave per alcuni meccanismi orbitali.
Punti Lagrange: critici per la comunicazione e la navigazione.
Zone ricche di minerali: essenziali per l’utilizzo delle risorse in situ.

La spina dorsale economica: dati e infrastrutture

Il potenziale impatto di un blocco spaziale va ben oltre la semplice esplorazione; alla fine potrebbe minacciare l’economia globale sulla Terra.

Un concetto emergente è l’uso della Luna come hub per i data center orbitali. Poiché è energeticamente più economico lanciare strutture massicce, pannelli solari e controlli termici dalla Luna che dalla Terra, la superficie lunare potrebbe diventare la base di produzione per l’infrastruttura mondiale dell’intelligenza artificiale.

Se la Luna diventa una fonte primaria di:
1. Produzione di massa di stazioni orbitali e fabbriche;
2. Generazione di energia tramite centrali elettriche orbitali;
3. Elaborazione dei dati tramite hub AI basati sulla luna;

…allora qualsiasi interruzione del “rifornimento logistico” di lavoratori, attrezzature o materie prime avrebbe un effetto a catena sui mercati della Terra, proprio come un improvviso aumento dei prezzi del petrolio a seguito di un blocco marittimo.

Conclusione

Man mano che si passa dall’esplorazione allo sfruttamento delle risorse lunari, l’importanza strategica dello spazio cislunare non potrà che aumentare. Il passaggio dalla visione dello spazio come frontiera scientifica a dominio commerciale e militare significa che la protezione degli stretti corridoi orbitali diventerà una pietra angolare della sicurezza economica globale.