La cometa interstellare rivela gli antichi segreti del sistema stellare alieno

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Una cometa interstellare, denominata 3I/ATLAS, sta mettendo alla prova la nostra comprensione della formazione del sistema planetario. Questo viaggiatore spaziale, osservato di recente mentre attraversava il nostro sistema solare, contiene molecole di acqua e carbonio in proporzioni diverse da qualsiasi cosa trovata nelle nostre vicinanze celesti. I dati suggeriscono che abbia avuto origine da un sistema stellare molto più antico e fondamentalmente diverso dal nostro Sole.

Un visitatore insolitamente antico

Gli astronomi hanno avvistato per la prima volta 3I/ATLAS lo scorso anno e la sua composizione ha già superato le aspettative. Le prime osservazioni hanno rivelato concentrazioni insolitamente elevate di anidride carbonica e acqua. Analisi più recenti, effettuate utilizzando il telescopio spaziale James Webb, hanno confermato che la cometa ha circa 8 miliardi di anni, quasi il doppio dell’età del nostro Sole.

La scoperta più sorprendente, tuttavia, risiede nei livelli di deuterio, una forma più pesante di idrogeno. Il deuterio si trova naturalmente in tracce negli oceani terrestri, ma 3I/ATLAS vanta concentrazioni oltre 40 volte superiori. Secondo Martin Cordiner del Goddard Space Flight Center della NASA, “3I/ATLAS continua a stupirci con ciò che rivela sulle somiglianze e sulle differenze del suo sistema ospite rispetto al nostro sistema solare”.

Implicazioni per l’evoluzione del sistema stellare

L’estremo rapporto del deuterio suggerisce che 3I/ATLANTE si sia formato nelle zone gelide esterne di un disco protoplanetario che circonda la sua stella madre. Queste condizioni rendono più probabile l’espulsione dal sistema, spiegando perché ora vaga nello spazio interstellare.

Inoltre, la composizione del carbonio della cometa fornisce un altro indizio sulla sua età. Livelli relativamente bassi di carbonio-13, un isotopo prodotto dalle supernovae, indicano che è sorto in un ambiente galattico con meno “inquinamento” stellare. Ciò indica un’origine in un sistema stellare di età compresa tra 10 e 12 miliardi di anni, anteriore al nostro Sole con un margine significativo. Come spiega Ewine van Dishoeck dell’Osservatorio di Leiden, ciò suggerisce che si sia formato quando la Via Lattea era un luogo più tranquillo, con meno stelle esplosive.

Rimangono domande senza risposta

Anche se i dati attuali implicano fortemente un’origine antica, persistono alcune incertezze. La precisione delle misurazioni degli isotopi di carbonio è ancora dibattuta, lasciando spazio a interpretazioni alternative. Tuttavia, 3I/ATLAS offre una finestra unica sulla diversità della formazione dei sistemi planetari nella galassia. La sua esistenza conferma che altri sistemi stellari possono evolversi in modi drasticamente diversi dal nostro, e che alcuni possono ospitare condizioni favorevoli alla formazione di corpi cometari di lunga vita.

La scoperta di 3I/ATLAS evidenzia l’importanza di continuare la ricerca sugli oggetti interstellari. Ciascuno di questi visitatori ha il potenziale per rimodellare la nostra comprensione della storia cosmica e della prevalenza di ambienti abitabili oltre la Terra.