Utilizzando il telescopio spaziale Hubble gli astronomi hanno documentato la continua espansione della Nebulosa del Granchio, un residuo di una supernova osservata per la prima volta dagli astronomi cinesi nel 1054 d.C. Confrontando le nuove immagini con quelle scattate nel 1999, i ricercatori hanno confermato che i filamenti della nebulosa si stanno ancora muovendo verso l’esterno ad una velocità di circa 5,6 milioni di chilometri all’ora. Questa espansione in corso fornisce preziose informazioni sulle dinamiche dei resti di supernova e sulle potenti forze in gioco al loro interno.
Una testimonianza millenaria di morte stellare
La Nebulosa del Granchio, conosciuta anche come Messier 1, ha avuto origine da una stella esplosa quasi mille anni fa. L’evento è stato registrato non solo in Cina ma anche da osservatori in Giappone, nel mondo arabo e tra le comunità dei nativi americani, rendendolo una delle supernovae meglio documentate della storia. Oggi la nebulosa rimane un oggetto importante nella costellazione del Toro, facilmente visibile anche attraverso telescopi amatoriali a una distanza di 6.500 anni luce.
La Pulsar al centro della questione
Al centro della Nebulosa del Granchio si trova la Pulsar del Granchio, una stella di neutroni in rapida rotazione che guida l’attività energetica della nebulosa. A differenza di molti altri resti di supernova in cui l’espansione è guidata da onde d’urto, la Nebulosa del Granchio si espande a causa della radiazione di sincrotrone creata dall’interazione tra il campo magnetico della pulsar e il materiale circostante. Ciò lo rende un caso di studio unico per comprendere l’evoluzione di questi oggetti celesti.
La visione a lungo termine di Hubble
Le nuove osservazioni di Hubble evidenziano l’intricata struttura filamentosa della nebulosa. La longevità e l’elevata risoluzione del telescopio hanno consentito agli astronomi di osservare cambiamenti significativi negli ultimi 25 anni, con i filamenti alla periferia che si muovono in modo più evidente rispetto a quelli vicini al centro.
“Hubble è l’unico telescopio con la combinazione di longevità e risoluzione in grado di catturare questi cambiamenti dettagliati”, hanno osservato gli scienziati.
Le variazioni di colore all’interno delle immagini riflettono i cambiamenti nella temperatura del gas, nella densità e nella composizione chimica, fornendo ulteriori indizi sullo stato di evoluzione della nebulosa. Gli ultimi dati, combinati con le recenti osservazioni del telescopio spaziale James Webb nella luce infrarossa, aiuteranno a costruire un quadro più completo delle conseguenze della supernova.
Approfondimenti in tre dimensioni
Le immagini ad alta risoluzione di Hubble rivelano anche dettagli sorprendenti sulla struttura 3D della nebulosa. Le ombre proiettate da alcuni filamenti sulla radiazione di sincrotrone suggeriscono che si trovino sul lato più vicino della nebulosa, mentre i filamenti più luminosi privi di ombre devono trovarsi sul lato più lontano.
Ciò offre una rara opportunità per sondare la profondità e la complessità di questa nube di gas e polvere in espansione.
I risultati, pubblicati nel gennaio 2026 sull’Astrophysical Journal, sottolineano il valore duraturo delle osservazioni astronomiche a lungo termine. Continuando a monitorare la Nebulosa del Granchio, gli scienziati otterranno informazioni più approfondite sui processi che modellano l’universo molto tempo dopo l’esplosione iniziale.
































